AVIGLIANO UMBRO

Territorio

AVIGLIANO UMBRO

Avigliano Umbro è situato su una collina a 441 metri s.l.m. Intorno è possibile ammirare una cornice di monti e di boschi di rara bellezza. Il suo territorio venne definito nel 1975 allorchè si costituì in comune autonomo separandosi da Montecastrilli.Sorge sul colle di San Rocco e fu abitato sin dall'antichità: recenti scoperte nella Grotta Bella di Santa Restituta testimoniano insediamenti umani risalenti al neolitico.Ubicato, in epoca romana, lungo 1'antica via Amerina, durante il medioevo fu importante centro delle Terre Arnolfe, citato anche nel Regesto dell'Abbazia di Farfa. In seguito al dissolvimento della signoria degli Arnolfi (secolo XII) cadde sotto il dominio di Todi.Del vecchio castello feudale si possono ancora ammirare la cinta muraria, un possente torrione cilindrico e la porta d'ingresso (Porta Vecchia) sovrastata dall'aquila, stemma della città di Todi con le ali aperte, su cui figurano due aquilotti, che rappresentano le città sottomesse di Amelia e Terni.La chiesa parrocchiale della SS. Trinità, costruita nella prima metà del XVII secolo, contiene al suo interno pregevoli affreschi attribuiti a Bartolomeo Barbiani da Montepulciano e una tela di notevole valore del Polinori, che rappresenta la Madonna del Rosario con Bambino, Santi e Misteri. Caratteristico il suo teatro stile liberty, costruito nel 1928 per iniziativa di un gruppo di cittadini di Avigliano Umbro associati nel circolo culturale “Volontà e Azione”. Da allora ha ospitato manifestazioni teatrali, musicali e convegni. Attualmente vi si svolgono, con successo, le rappresentazioni  collegate ai progetti di teatro, cinema e comunicazione "Classinscena", "Cineciak" e "Teatro&Memoria"  ideati per le scuole (infanzia, primaria e secondaria di primo grado) e per adulti (ragazzi e allievi Università della Terza Età)   che si tengono, ogni anno, nel mese di giugno.


 

SISMANO
Imponente castello medievale, domina con solenne grandiosità il territorio circostante. Appartenuto agli Arnolfi e poi, dopo vane vicissitudini, agli Atti di Todi, nel 1607 venne acquistato dai Corsini, ancora oggi proprietari. Al castello si accede attraverso una via semicircolare, ai lati della quale, è strutturato il borgo. Si possono ancora ammirare intatte due porte sormontate dagli stemmi gentilizi delle famiglie già proprietarie della fortezza, sopra una di esse è possibile apprezzare un interessante orologio settecentesco.

 

 

DUNAROBBA
Il nome deriverebbe dalla parola longobarda “Duna” che significa roba. Il nome quindi sarebbe composto dalla congiunzione di due parole di identico significato. L'Alvi, invece, fa derivare il nome dalla gens Dunnia. Fortificato intorno all'XI secolo fu soggetto a scorrerie e devastazioni. Di esso si conservano scarse tracce: ben conservata l'antica porta d'ingresso.A poca distanza è ben visibile un possente edificio chiamato “La Fortezza”, la cui struttura definitiva risale ai lavori eseguiti nei secoli XV-XVII.A circa due chilometri dal centro, nella campagna di Sismano e Dunarobba, è situata la Pieve di Santa Vittorina. L'importanza della chiesa è desumibile dall'imponenza della facciata. Nel secolo XIII divenne uno dei 19 plebati del territorio tuderte: a Santa Vittorina facevano riferimento quasi 4000 abitanti.


 

SANTA RESTITUTA
Addossato sul versante orientale dei monti amerini, disposto lungo una scalinata centrale, oggi come nel medioevo, le case, costruite una vicino all'altra con piccoli spazi per le feritoie, costituiscono la cinta muraria.Nei pressi del paese, in mezzo a folti castagneti, alle pendici del monte Aiola si apre la Grotta Bella, sito di notevole interesse geologico e archeologico, abitato dal neolitico fin in età tardo romana.Tra il silenzio dei boschi, sul fianco della montagna, si conserva un superbo e isolato esemplare di acero, uno dei più antichi d'Italia (300 anni circa). Inserito dal WWF fra i “Patriarchi Verdi”, il Ministero dei Beni Culturali ha predisposto la procedura per il riconoscimento come monumento ambientale.



 TOSCOLANO
Castello medievale (ristrutturato nel XV sec.) ben conservato e caratteristico per il suo impianto urbano circolare. Emerge in una splendida terrazza panoramica immersa tra folti secolari castagneti. Dopo la porta d'ingresso del paese c'è la chiesa dedicata a S. Apollinare, al suo interno, ben conservato, un organo di legno d'olivo d'incerta datazione e tele del secolo XVII.Lungo la strada che conduce al paese è possibile ammirare una Maestà, attribuita a Piermatteo d'Amelia. L'edicola della Maestà è attualmente inglobata in una chiesetta a navata unica e ne forma la parete di fondo. L'affresco, recentemente restaurato, presenta un ciclo che mostra, sul fronte dell'edicola un Angelo con foglio annunziante, al centro Padre Eterno sotto forma di colomba, sulla destra la Vergine Annunziata.